Valeria I due giorni che seguirono si distesero davanti a me come un unico, interminabile respiro trattenuto, un vortice continuo fatto di luce che abbaglia e ombra che inghiotte, di gesti ripetuti fino allo sfinimento e di silenzi così profondi da vibrare nelle ossa come un rumore invisibile. La signora Darrow, la governante, mi accolse senza alcuna parola superflua, con quella rigidità asciutta che sembrava appartenere più alle pareti grigie delle cucine che a un essere umano, e dopo avermi squadrata una sola volta, con uno sguardo capace di classificarmi e archiviarmi in un istante, mi affidò a Berthe come si consegna uno strumento da lavoro, senza spiegazioni, senza esitazioni, senza possibilità di replica. Berthe era tutto ciò che Darrow non era: massiccia, viva, imponente, una pre

