IV La seconda luna di miele

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IV La seconda luna di miele Nella sala di musica solo tre lampade erano accese: la stanza nella penombra rosea sembrava più vasta che alla luce del giorno, e diversa. Teresa, dalla mazurka di Chopin era passata alla Melodia op. 8, n. 3, di Paderewski, un’aria che sembrò a Jones assai nostalgica. Seduto su una poltrona, egli incrociò le gambe e si dispose ad ascoltare. E quella musica sembrò illuminare i suoi pensieri. Fin qui si era dibattuto in una confusione mentale estrema, ossessionato com’era dalla mostruosità della sua nuova situazione. Ma la Melodia di Paderewski lo calmò, restituendogli la facoltà di ragionare. Quella donna, seduta al pianoforte, con i capelli dorati dalla luce, le spalle bianche e nude che emergevano dalla stoffa leggera dell’abito, era sua. Jones non aveva ch

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