ARZILLA Dopo lo spettacolo delle grandi città decadute, di un popolo moribondo e d’un paese bello ma triste; dopo tanto sonno tanta vecchiezza e tante rovine, ecco il lavoro eterno e la gioventù immortale; ecco l’aria che ravviva il sangue, la bellezza che rallegra il cuore, l’immensità in cui s’espande l’anima! Ecco l’Oceano! Con che fremito di piacere lo salutammo! L’apparizione inaspettata d’un amico o d’un fratello, non ci sarebbe riuscita più cara della vista di quella lontana curva luminosa che recideva netto dinanzi a noi, come una immensa falce, l’islamismo, la schiavitù, la barbarie, e pareva che portasse più diritto e più libero il nostro pensiero all’Italia.—Bahr-el-Kibir!—(Il gran mare) esclamarono alcuni soldati. Altri dissero:—Bahr-ed-Dholma!—(Il mare delle tenebre). Tutti,

