Dopo due ore ricomparvero l’Ambasciatore, Sid-Mussa, il gran sceriffo e tutti gli ufficiali; ci fu uno scambio interminabile di strette di mano, di sorrisi, d’inchini, di saluti, di cerimonie, che pareva si ballasse una contraddanza; e finalmente, passando fra due lunghe ali di servi attoniti, s’uscì. Uscendo, vedemmo all’inferriata d’una grande finestra a terreno una decina di visi di donne, nere, bianche e mulatte, indiademate e scarmigliate; le quali, appena apparimmo, scomparvero facendo un gran rumore di pantofole e di sottane sbattute. Fin dal primo giorno del viaggio, il Sultano Mulei-el-Hassen era, come ognuno può immaginare, l’oggetto principale della nostra curiosità. Fu dunque una festa per tutti la sera che l’Ambasciatore ci annunziò il ricevimento solenne per la mattina segue

