Dopo le giornate di pioggia della scorsa settimana, erano arrivate legiornate del caldo infernale e il gesso che avvolgeva il suo braccio sinistro non aiutava per nulla, sentiva la pelle bollire. Era sicuro che a settembre non gli avrebbero trovato nulla, solo l'osso.
Dopo essere tornati dall'ospedale, Derek era letteralmente sparito, aveva mandato un messaggio che diceva "ho troppi impegni" e poi il silenzio assoluto. Stiles non se la sentiva di cercarlo, aveva paura di risultare troppo infantile o di disturbare soltanto, perciò aveva deciso che non lo avrebbe chiamato, non gli avrebbe mandato messaggi e che non si sarebbe presentato in camera sua per svegliarlo, ma l'ultima cosa aveva deciso che non l'avrebbe più fatta già quel giorno stesso.
Aspettando che l'altro si rifacesse vivo, i giorni trascorsero e alla fine il weekend della festa era arrivato. Almeno si usciva la sera e non durante il giorno con il caldo, il pomeriggio era dedicato ai più piccoli che non invidiava per nessun motivo, nemmeno da piccolo avrebbe sopportato quel caldo.
Per l'occasione si mise una maglietta blu con un bersaglio disegnato sopra e dei jeans corti al ginocchio, non aveva bisogno di mettersi in ghingheri, faceva caldo, aveva una polso ingessato e non cercava nessun tipo di anima gemella, prima di raggiungere la nonna si guardò allo specchio.
- Divertiti e non pensare a lui, manca poco al tuo grande ritorno a Beacon Hills. – Sospirò e raggiunse la nonna che lo aspettava in cucina, contenta di uscire con il suo nipote sveglio.
Doveva ammettere che non era come la ricordava, aveva dimenticato che delle semplice lampadine avvolgevano tutto il corso e gli regalavano un aspetto quasi fatato, le luci erano anche sugli alberi che erano sul marciapiede, altre file invece avvolgevano i piccoli negozi che c'erano su quella strada.
Ovviamente ogni due passi si fermavano per salutare qualcuno o per aggiornarsi sulle coppie nate al ballo, quello era un argomento che voleva decisamente evitare. Dopo aver raggiunto la piazza principale, anch'essa piena di luci e fiori, Stiles fece accomodare la nonna a uno dei tanti tavolini che erano stati messi in un angolo per l'occasione.
- Vado a prendere qualcosa da bere. – Le disse prima di andare verso un chiosco lì vicino.
Era in fila da qualche minuto e annoiato si guardava in giro per vedere cosa si potesse fare dopo, e non vedendo nulla di interessante riportò l'occhio verso sua nonna, per vedere se tutto andava bene. Una voce attirò la sua attenzione, non era vicina, ma non ce n'era bisogno perché l'avrebbe riconosciuta in mezzo ad una folla scatenata in discoteca, ma non si sarebbe mai aspettato quello che avrebbe potuto vedere dopo essersi girato in quella direzione.
Derek stava ridendo insieme ad una ragazza, la sua mente aveva escluso l'ipotesi delle sorelle, nessuna sorella abbraccia in quel modo il proprio fratello. Era per lei che aveva detto a lui che non sarebbe venuto alla festa? Non aveva senso perché sapeva che lui ci sarebbe andato con la nonna, perché?
La voce del mendicante lo aiutò a distogliere lo sguardo dalla coppia, provò a far finta di nulla ed ordinò da bere per lui e la nonna, che raggiunse subito dopo con un grandissimo sorriso, ma la signora era già pronta a consolarlo. La coppia era passata davanti a lei e Derek si era fermato a salutarla, per il semplice fatto che non poteva passare dritto e fare finta di niente.
Per tutta la serata, Stiles pregò di non trovarseli davanti, ma quel paese era troppo piccolo ed era difficile non incrociare la strada con loro due. Per qualche strano miracolo erano rientrati a casa e non li avevano più visti, la nonna aveva cercato di distrarlo con qualche battuta su qualche ragazzo che passava, ma lo aveva solo messo in imbarazzo e per quel motivo aveva amato ancora di più nonna, le aveva detto che lei sarebbe stata l'unica donna della sua vita.
Il ventilatore ai piedi del suo letto aveva deciso di volerlo uccidere e per questo mandava lingue di fuoco invece di aria fresca. Di sua spontanea volontà e non dovuto al ventilatore posseduto da Lucifero, decise di andare in giardino per respirare dell'aria fresca.
- Nipote sveglio, non dormi? –
Un pugno colpì il cuore di Stiles, molto probabilmente a tirarglielo fu la ragazza dai capelli lunghi e neri che abbracciava Derek.
- Sei un'idiota. – Gli disse per poi rientrare subito in casa, il ventilatore posseduto era il male minore in quel momento.
- Lo so. - Derek rimase immobile e sospirò. Alla fine era accaduto, aveva ferito l'unica persona che gli aveva fatto tornare il desiderio di svegliarsi la mattina.
La festa doveva essere un momento allegro e invece si era trasformata in pura angoscia. Il secondo giorno avevano incontrato la coppia appena usciti di casa e la ragazza si era presentata a Stiles come Jennifer Blake, la fidanzata di Derek Hale, promessi da quando erano ancora bambini. Se la sera prima era stato un pugno, quel momento era stato un vero e proprio KO per il ragazzo.
Per fortuna al suo fianco c'era sua nonna che non aveva bisogno di guardarlo per capire che quella notizia lo aveva distrutto.
- Scusateci, ma queste sono le ultime sere per mio nipote, poi tornerà a fare strage di cuori a Beacon Hills, buona serata! – E con un grosso sorriso la signora portò via Stiles. Dopo essersi allontanati, la donna disse qualcosa che fece sgranare gli occhi al ragazzo.
- Credo che sia arrivato il momento che tu ritorni a casa. – Con la mano accarezzava il braccio del nipote.
- Credo di sì. – Rispose con la testa bassa.
Nonostante l'incontro sgradevole, la serata trascorse piacevole e questo lo aiutò a distendersi e a rilassarsi per godersi la piacevole compagnia della nonna e con un paio di amici di famiglia. Per tutto il tempo avevano parlato del passato, di quando erano giovani e delle follie che combinavano, uno aveva lasciato la fidanzata sull'altare ed era scappato con la donna che era diventata poi sua moglie e avevano avuto due figlie, che a loro volta avevano avuti figlie e si era ritrovato nonno all'improvviso.
Stiles pensò che con tante storie che una persona anziana poteva raccontare, proprio quella aveva scelto? Aveva provato ad immaginare Derek che scappava dal suo matrimonio combinato per scappare con lui in qualche bel posto esotico, ma la scenetta era uscita abbastanza ridicola e scartò subito l'idea.
Alla fine quella sera erano rientrati più tardi della prima sera, quando si comincia con i ricordi di un tempo andato, non si smette più di parlare e le ore volano talmente veloci che la nonna si era persino scordata la borsa, tant'è che Stiles dovette tornare indietro per riprenderla.
Per sua fortuna era rimasta lì, nessuno aveva avuto il desiderio di rubarla. Stava tornando tranquillamente a casa, però la persona che aveva accuratamente evitato per tutta la serata comparve davanti a lui.
- Non ho voglia di parlarti. – Gli disse per poi cercare di andare avanti senza guardarlo, però Derek lo bloccò.
- Devi ascoltarmi! - Lo supplicò il moro.
- Perché? Perché cavolo devo stare qui ad ascoltare mentre mi rifili una stupida storia e mi prendi in giro? –
- Io... - Dov'era il discorso che si era preparato?
- Appunto, Derek. Vi auguro tanta felicità. – La mano che teneva fermo Stiles, strinse ancora di più.
- Quando parti? –
- Domani, non ho più nulla da fare qua. – Avrebbe voluto dire che non c'era più nessuno a trattenerlo lì.
- Non rimani per l'ultimo giorno della festa? –
- Ma guardati! Ora sei interessato alla festa? – Cercò di trattenere la rabbia. – Non rimango, vado via domani pomeriggio, verrà a prendermi mio padre. – Si era calmato un po'.
- L'estate non è finita ancora. Perché te ne vai così presto? –
- Da quando l'idiota che mi ha baciato al ballo ha una fidanzata. – La mano che lo stava bloccando era scivolata e lui ne approfittò per andare via, non voleva più vederlo e non voleva che lui vedesse le sue lacrime.
Stava posando le valigie in macchina, il padre era arrivato la mattina, anziché il pomeriggio e Derek stava mettendo tutto se stesso in una melodia che gli stava facendo sanguinare il cuore. Alla fine aveva perso e si era innamorato dell'idiota che lo prendeva in giro e della persona che gli aveva trasmesso mille sensazioni con un solo bacio.
- Variazioni Goldberg: Aria da capo – La nonna era apparsa al suo fianco. – Forse non sei il solo che sta soffrendo, sicuro che non vuoi dirgli niente? -
- Che cosa dovrei dirgli? – Si guardò il gesso per qualche secondo. - Devo fare un'ultima cosa. Aspetta dentro con nonna, dieci minuti e arrivo. – Disse al padre e prese il telefonino e inviò un messaggio, e nello stesso momento il piano smise di suonare.
Il cancello si aprì lentamente e Derek Hale era lì ad aspettare e a guardare Stiles. – Credevo non volessi più vedermi. –
- Sto partendo adesso. – con le dita torturava il bordo del gesso. – Prima di andarmene ho bisogno di sapere una cosa. –
- Perché ti ho baciato? – Non aveva bisogno di sentire una risposta. – Prima che io ti risponda, lascia che ti faccia una domanda: Vuoi davvero saperlo? Lo sai che le cose non cambieranno, tu oggi partirai lo stesso ed io tornerò a vivere fra queste mura e un giorno dovrò sposare Jennifer, perché è questo che i nostri genitori avevano scelto, più per il futuro dell'azienda che per il nostro. –
- Dimmi solo che... -
- Stiles, non vuoi proprio capirlo che qualsiasi cosa ti dico per te è solo peggio? Se ti dessi delle speranze come potresti tornare a Beacon Hills e cercare di voltare pagina? Non ti verrebbe più facile se mi odiassi? – I suoi pugni erano stretti tanto da far diventare le nocche bianche. – Sei solo un ragazzino, torna a casa, finisci il liceo e dimentica quest'estate, è stata un semplice fuga per entrambi, niente di più che un semplice capriccio. – Doveva essere duro, preferiva farsi odiare dal ragazzo, solo così entrambi sarebbero potuti andare avanti.
La gola faceva male, il bruciore degli occhi era quasi più doloroso del polso rotto, - Dovevo partire con un cuore spezzato per farti pronunciare il mio nome. – Provò ad usare il suo sarcasmo, ma era davvero difficile. – Addio, Derek Hale. –
- Addio, Stiles Stilinski. – In quell'addio c'era molto di più, perché con Stiles andava via quel piccolo e unico calore che la sua vita aveva ritrovato dopo molti anni, con lui andava via anche l'amore che aveva sognato per anni.