Aaron

4990 Parole
Ancora. Ancora. E ancora. Sono di nuovo nel prato verde che si estende all'infinito, quello stesso prato in cui ho potuto parlare con mia madre un’ultima volta. È sempre notte, l’unica differenza rispetto al solito è che questa volta il cielo è coperto da delle nuvole grigie e minacciose. L'oscurità regna sovrana e mi fa venire i brividi, sembra che ci sia qualcuno o qualcosa in agguato pronto a saltar fuori alla prima occasione. Faccio qualche passo in avanti e mi guardo intorno con circospezione, ogni volta che mi ritrovo in questo posto incontro sempre qualcuno... Forse si tratta di nuovo di Damien? D'un tratto un brezza calda accarezza la pelle del mio collo e sento una voce roca e profonda sussurrarmi all'orecchio:-Hey, piccolo angelo. La sua voce mi fa rabbrividire ancor più dell'oscurità e mi giro di scatto, per vedere a chi appartiene, ma non trovo nessuno. -Cosa c'è? Ti ho forse spaventata?- questa volta la voce proviene dalla mia destra ed io cerco di seguirla con lo sguardo. Un ragazzo che non ho mai visto appare nella mia visuale. È alto con un fisico atletico e leggermente muscoloso, indossa un paio di jeans neri e una felpa del medesimo colore. I suoi capelli corti sono castani scuri ed arruffati, la sua pelle è pallida e sul suo volto è stampato un sorrisetto innocente, come quello di un bambino che ne ha appena combinata una delle sue. Non promette nulla di buono. Ciò che però attira più la mia attenzione sono i suoi occhi, quello destro è marrone, mentre quello sinistro... È rosso, rosso come il sangue, esattamente come gli occhi di Sebastian... Quegli occhi che tanto mi hanno terrorizzata quando li vedevo dalla mia finestra. -Chi sei?- domando sulla difensiva, in questo momento avverto lo stesso brutto presentimento di quando ho visto per la prima volta Sebastian e... Damien. E quel suo occhio rosso non mi rassicura per niente, che sia anche lui un demone? -Tranquilla piccoletta, sono Aaron.- si presenta porgendomi la mano, ed il suo sorriso muta facendosi più sincero e rilassato mentre il suo sguardo si ammorbidisce. Rispetto a pochi istanti fa sembra un altro ragazzo e d’improvviso mi sento a mio agio ed il brutto presentimento svanisce, come se fossi certa che non mi farebbe mai del male. -Io... sono Astrid.- rispondo stringendogli la mano rimanendo in guardia. Se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi tempi è di stare sempre allerta, senza contare che anche mia madre mi ha raccomandato di fare molta attenzione. -Lo so chi sei.- risponde facendo scomparire il suo sorriso, i suoi occhi inespressivi fissi su di me. Prima che possa chiedergli spiegazioni lui mi precede dicendomi:-In questi ultimi giorni ti ho osservata molto, so tante cose su di te ed avrei un patto da proporti. Lo guardo confusa, mi ha spiata? Forse non è stato molto furbo da parte sua dirmelo, ora sono ancora più inquieta e diffidente e soprattutto sono meno propensa a rimanere qui ferma ad ascoltare. Devo trovare una via di fuga, l’ultima volta sono riuscita a svegliarmi semplicemente desiderandolo, devo riuscirci di nuovo. -Ti offro una vita in totale sicurezza, una vita in cui non dovrai più temere nessuno e potrai proteggere sempre e comunque le persone a te care.- aggiunge prima che io riesca a fare qualcosa e le sue parole iniziano a riecheggiarmi in testa. Ora i suoi occhi sono rassicuranti e sinceri, il suo sguardo mi ricorda quasi quello di Gionata, tranne per il colore. -Spiegati meglio.- lo intimo io, incuriosita. Devo ammettere che le sue parole sono allettanti e mi tentano molto, di certo posso almeno ascoltarlo, anche perché per il momento non sembrerebbe avere intenzione di aggredirmi. Ho già perso mia madre, non voglio essere costretta a dire addio a qualcun altro... Ma posso davvero fidarmi di Aaron? E se fosse solo un modo per raggirarmi? Anche in questo caso, quale sarebbe il suo fine? Ho troppe poche informazioni per poter azzardare delle ipotesi, per ora penso sia meglio che io mi limiti a studiare la situazione. -Semplice, ti offro il potere e la forza di proteggere le persone che ami da chiunque le minacci, in cambio ti chiedo soltanto di darmi un piccolo aiuto. Pensa alla tua cara amica, Roxy, è un semplice essere umano, fragile ed indifeso, se qualcuno la attaccasse non ne uscirebbe viva. Riusciresti a sopportare un'altra perdita?- dice avvicinandosi finché non è a qualche centimetro da me:-Non ti sei stancata di dover sempre farti difendere dagli altri? Di mandare in prima linea l’angelo e l’ibrido che ti stanno sempre appresso? -Che genere di aiuto?- gli domando cercando di non far trasparire il mio interesse. Se davvero può darmi il potere per proteggere Roxy allora ha ragione, non dovrei più contare su nessuno e né Shawn né Gionata rischierebbero più di rimanere feriti o uccisi a causa mia. Sarei in grado di cavarmela da sola. Tuttavia mi spaventa quello che potrebbe chiedermi in cambio. Lui socchiude le labbra per rispondere quando all'improvviso qualcosa ad una velocità impressionante gli va addosso facendolo cadere a terra e facendo indietreggiare me. Ancora scombussolata osservo la scena davanti ai miei occhi, Sebastian è a cavalcioni sopra Aaron e gli blocca le braccia a terra con le sue mani mentre con i piedi gli blocca le gambe. Sebastian è tornato... -Astrid... aiutami, ti giuro che se lo farai ti darò il potere di proteggere chi ami!- esclama Aaron affaticato, cercando di liberarsi dalla presa del corvino che a sua volta fatica a tenerlo bloccato al suolo. Mille emozioni mi travolgono come uno tsunami: rancore, rammarico, rimpianto, frustrazione, odio, dolore... I ricordi di quando ho trovato il corpo privo di vita di mia madre riaffiorano nella mia testa e di nuovo sento l’impulso di attaccare il demone, proprio come quella mattina in cui ero andato a cercarlo nel bosco, in mezzo alla neve. L'assassino di mia madre è a pochi metri da me ed è occupato con Aaron, se ora intervenissi e aiutassi il castano.... In due magari potremmo farcela. Come se mi leggesse nel pensiero, Sebastian si volta di scatto verso di me fissandomi con i suoi occhi rossi e in essi pare di leggere, per un attimo, timore. Lui non vuole che aiuti Aaron, quindi è probabile che noi due insieme potremmo metterlo in difficoltà. Mi posso fidare però del castano? Potrei anche finire in guai ancora più grossi e portare con me Roxy e Gionata e Shawn... Al tempo stesso però ardo dal desiderio di infliggere dolore a quel maledetto demone che ha ucciso mia madre. Prima che io possa anche solo muovermi, Aaron approfitta della distrazione del demone per liberarsi dalla sua presa, scaraventandolo a terra a diversi metri di distanza. Il castano si alza rapidamente e, prima di sparire nel nulla, mi rivolge un sorriso vittorioso:-Ci vediamo presto, piccoletta. Osservo allibita il punto in cui è scomparso quello strano ragazzo dimenticandomi quasi della presenza di Sebastian, finché non mi afferra per un braccio con violenza ed inizia a scuotermi:-Che cazzo avete fatto voi due? I suoi occhi rossi sono ricolmi d’ira, mentre la sua mascella è serrata ed il suo corpo trema per la rabbia. È davvero fuori di sè, come non lo avevo visto, ma a differenza delle altre volte non lo temo e riesco a sostenere il suo sguardo. -Non abbiamo fatto nulla, anche se non è una cosa che ti riguarda.- ribatto liberandomi dalla sua presa con uno strattone. Attaccarlo ora, da sola, di certo non porterebbe a nulla, non riuscirei mai ad avere la meglio su di lui e, anche se miracolosamente ci riuscissi, siamo pur sempre all’interno di un sogno, morirebbe anche nella realtà? E di nuovo rammento le parole di mia madre, lei non vorrebbe che avessi questi pensieri di vendetta, ma è più forte di me. -Sai vero che potrei ucciderti facilmente quando voglio? Potrei bere tutto il tuo sangue e tu non potresti fare nulla.- ringhia lui minaccioso spostando l'attenzione sul mio collo. -Come hai fatto con mia madre? Lo so perfettamente. Mi sveglio di soprassalto ed inizio a guardarmi intorno spaventata. Ho la fronte imperlata di sudore ed i miei occhi si spostano rapidamente per tutta la stanza illuminata solo dal tenue bagliore della luna. Roxy dorme profondamente nel letto accanto al mio con un lieve sorriso ed un rivolo di saliva al lato della bocca, assorbita nel sogno che sta facendo. Dopo alcuni minuti di silenzio interrotto solo dal lieve russare della mia amica, quando ormai sto per stendermi nuovamente, rincuorata che non ci siano né Sebastian né Aaron nei dintorni, le finestre si spalancano sbattendo violentemente contro il muro e provocando un forte botto. Roxy si sveglia spalancando gli occhi e guardando colui che è appena entrato, Sebastian. L'aria assonnata scompare dal viso della mia amica e lascia spazio ad un'espressione sorpresa e al tempo stesso terrorizzata. Il demone concentra i suoi occhi rossi in quelli spaventati di Roxy che, dopo qualche secondo, cade svenuta sul letto. Io invece rimango immobile, in attesa di una sua mossa, pronta al peggio. -Tu vieni con me, con le buone o con le cattive.- ringhia il demone a denti stretti e, senza che io abbia nemmeno il tempo per reagire, mi carica in spalla come un sacco, per poi saltare agilmente il davanzale ed iniziare a correre verso il bosco, esattamente come qualche settimana fa, ma non so se sarò ancora fortunata da essere salvata da Damien. -Lasciami! Mettimi giù!- urlo io colpendolo sulla schiena con i pugni, ma esattamente come la volta scorsa ogni mio sforzo è vano, non ho ancora la forza necessaria per oppormi al corvino. Il mio cuore inizia a battere sempre più rapidamente mentre, mio malgrado, la paura si va largo dentro di me. Sono di nuovo indifesa nelle mani di Sebastian e per quanto vorrei fargli del male so che sarà lui a farne a me. Dopo non so quanto tempo Sebastian rallenta ed io ne approfitto per guardarmi intorno, ora non siamo più in mezzo al bosco ma in una zona periferica. Riconosco questo posto, qui c'è l'appartamento di Shawn, tempo fa il rosso me lo aveva indicato passandoci davanti. Sebastian si avvicina con passo deciso alla porta e la spalanca con forza per poi richiuderla rumorosamente, una volta dentro mi butta a terra ed io mi lascio sfuggire un gemito di dolore. Mi stringo le braccia intorno al corpo per il freddo preso durante il tragitto ed intanto spero che il rosso sia in casa, perché altrimenti questa sarebbe davvero la mia fine. Proprio quando sto per perdere le speranze le luci del piccolo salottino in cui ci troviamo si accendono e mi accorgo che il corvino è in piedi a pochi passi da me, immobile. -Ma che diamine...?!- esclama una voce che riconosco essere quella di Shawn, appena apparso sulla soglia del salotto con una t-shirt nera, boxer del medesimo colore, i capelli arruffati e gli occhi assonnati. -Astrid!- esclama guardandomi stupito ed avvicinandosi di corsa a me. Nel frattempo alle sue spalle vedo arrivare Damien e sento solo una stretta al cuore che per un attimo mi mozza il respiro, perché anche solo vederlo mi fa così male? Indossa una t-shirt blu che evidenzia il suo fisico scolpito ed un paio di pantaloncini grigi, i capelli sono arruffati, molto più di quelli di Shawn, ma ha uno sguardo più vigile e quando mi nota sgrana gli occhi sorpreso. -Cos’è successo? Perché l’hai portata qui? Pensavo che fossi a caccia.- domanda Shawn al corvino e nel frattempo si inginocchia accanto a me, assicurandosi che io non sia ferita. -Era con lei.- ringhia ancora furioso Sebastian mentre mi lincia con i suoi occhi rossi. Alle sue parole noto lo stupore e la confusione di Shawn e Damien aumentare. -Vi siete fidati di lei e avete sbagliato. Quel bastardo era con lei!- noto che si trattiene a fatica dal saltarmi addosso ed uccidermi ed io, inconsciamente, prendo una mano di Shawn e la stringo forte. Lui ricambia la stretta, infondendomi un po' di sicurezza. Rimango con lo sguardo fisso sul corvino mentre il mio corpo non la smette di tremare, anche se non sono poi tanto sicura che sia solo per il freddo. -Damien, portami una coperta che altrimenti congela.- dice Shawn al demone dai capelli bianco-argentei, il quale annuisce e sparisce nuovamente in corridoio. -Sei realmente preoccupato per lei? Quei due si sono alleati, devi smettere di vederla come un’amica!- sbotta il corvino, disgustato. Il rosso però lo ignora e, con un dolce sorriso, mi domanda:-Ti fa male da qualche parte? -Tranquillo, non le ho torto un capello!- sbuffa Sebastian per poi lasciarsi ricadere sul piccolo divano del salotto con le braccia incrociate. Io scuoto la testa rivolta al mezzo demone e nel frattempo Damien torna con una coperta in mano e me la porge, facendo attenzione a non incrociare il mio sguardo. Accetto l’offerta del demone e mi avvolgo il plaid intorno al corpo, poi il rosso mi aiuta ad alzarmi in piedi e mi fa sedere su una sedia, sempre sotto lo sguardo attento e ricolmo d’odio di Sebastian. Dopo quello che è accaduto, dovrei essere io a guardarlo in quel modo e non viceversa. Invece Damien... sembrerebbe quasi che per lui non esistessi. Guarda ovunque, tranne che me. È evidente che preferirebbe essere ovunque tranne che qui, tranne che con me. A quanto pare si è deciso a rimanere fuori dalla mia vita e lontano da me. -Principessa, cos'è successo?- mi domanda gentilmente il mezzo demone, attirando la mia attenzione ed io, titubante, gli racconto del sogno, di Aaron e della sua proposta e dell'arrivo di Sebastian. -Non ditemi che volete seriamente crederle. Ha sicuramente già accettato l'offerta del bastardo, lo aiuterà! L’angioletto ora è una minaccia, non potete continuare a prendere le sue difese!- sbotta Sebastian guardando Shawn e Damien. -Io mi fido di lei.- risponde senza esitazione il rosso e Damien concorda con un cenno del capo. Il corvino sbuffa sonoramente e si sposta dal divano alla sedia di fronte a me, fissandomi con insistenza, alla ricerca di chissà quale prova che confermi le sue accuse. -Perché è venuto a proporti un patto...- dice Shawn pensando a voce alta e con lo sguardo perso nel vuoto. -Chi è questo Aaron? Che cos'è?- domando sperando che vengano chiariti i miei dubbi. Sia il rosso sia il corvino si scambiano un'occhiata, come se si stessero mettendo d'accordo su ciò che dirmi, ma alla fine nessuno dei due apre bocca. -È l’ibrido di cui ti ho parlato.- mi risponde allora Damien, rivolgendomi finalmente la parola:-È colui che stavamo cercando. -Le hai detto tutto?- domandano all'unisono il rosso, basito, ed il corvino, nuovamente furioso. -Mh, non proprio...- si limita a rispondere l’interrogato scrollando le spalle. -Che cosa le hai detto?- gli domanda ancora Sebastian. -Solo che siamo qui per rintracciare l’ibrido che la gallina ha avuto la splendida idea di aiutare e che poi si è fatta scappare.- risponde Damien e ci impiego un po’ a capire che con gallina si riferisce a Samantha. -Perché ha gli occhi di due colori differenti?- intervengo ripensando al viso del ragazzo che è apparso nel mio sogno non molto tempo fa. -A volte capita con coloro che sono per metà angeli e per l'altra metà demoni. Di solito quando si ha gli occhi di due colori differenti, è perché la parte angelica e quella demoniaca sono scisse e ciò comporta anche l'avere due personalità distinte, alternando un comportamento più tipico dei demoni e poi uno più angelico. Questo perché nessuna delle due personalità riesce a prevalere e quindi c'è una continua lotta interiore. In questi casi, gli ibridi sono ancora più potenti del normale, questo perché possono servirsi pienamente sia dei poteri degli angeli sia di quelli dei demoni. È per questo che non possiamo permettere che Aaron continui ad andarsene liberamente a zonzo. Quando il demone che è in lui prenderà il sopravvento e si renderà conto dei poteri che possiede, farà molti danni. Dobbiamo fermarlo ora che è debole ed in conflitto con se stesso e portarlo al cospetto di Lucifero, poi sarà lui a decidere cosa farne.- mi spiega Shawn con una serietà inusuale. -Come fate ad essere sicuri che prevarrà la parte demoniaca e non quella angelica? In questo caso non sarebbe una minaccia, vero?- domando con un filo di voce e Sebastian scoppia a ridere, ma la sua è una risata amara e priva di umorismo. -Svegliati. Gli angeli sono ingenui e si fidano molto facilmente, sono dei sempliciotti che vivono nel regno delle nuvolette bianche convinti che sia tutto rose e fiori, sono facili da ingannare. Mentre noi demoni siamo scaltri e furbi, non ci fidiamo di nessuno e siamo bravissimi nell'arte dell'ingannare e nel tentare. Pensi che alla parte demoniaca di Aaron serva molto per fregare quella angelica ed avere il sopravvento?- ribatte il corvino guardandomi come se fossi una povera stupida. -Si stava molto meglio quando non eri in circolazione.- borbotto irritata, non riuscendo a tenere a freno la lingua. -Mi spiace deluderti angioletto, ma per tutto questo tempo ho seguito Aaron ed ora che è tornato qui... Beh, dovrai riabituarti alla mia presenza e sopportarmi.- mi risponde il Principe con arroganza. Vorrei tanto controbattere con delle parole poco carine, ma Shawn interviene dicendo:-Quando sarà mattina ti riporterò a casa da Roxy. Per ora resta qui a dormire, uscendo prenderai solo freddo. Io annuisco, anche se non muoio dalla voglia di rimanere nella stessa casa con Damien e soprattutto con Sebastian, ed il rosso mi invita a seguirlo con un gesto della mano, cosa che faccio all'istante. Tutto pur di allontanarmi dai due demoni. -Dormirai in camera mia, va bene?- mi domanda guidandomi lungo il corridoio ed io annuisco, la mia mano ancora nella sua. -Se... se Aaron tornasse da me in sogno, come... Cosa faccio?- gli domando preoccupata mentre apre l’ultima porta sulla destra in fondo al corridoio. Entriamo nella sua camera e lui accende le luci, le pareti sono verdi, a terra c'è il parquet e vicino alla finestra c'è un letto sfatto a una piazza e mezzo. Un grande armadio di legno scuro copre la parete alla mia destra, per il resto la stanza è spoglia e molto pulita, il profumo che aleggia nell'aria è quello di Shawn e questo posto mi fa sentire al sicuro. -Dovresti riuscire ad usare in parte i tuoi poteri, se ti concentri su di me o su Damien puoi chiamarci portarci dentro il tuo sogno, così che possiamo aiutarti. Solo... non farti ingannare dalle sue parole, qualunque cosa ti offra non accettare.- mi risponde serio dopo qualche attimo di esitazione. Io annuisco, del resto sarebbe stato troppo semplice accettare la proposta di Aaron, vendicarmi di Sebastian ed avere un lieto fine, ma dentro di me già sapevo di non potermi fidare. Trascinando i piedi scalzi sul pavimento mi dirigo verso il letto e mi siedo sul materasso distrutta dalla stanchezza, poi mi ricordo di Roxy e di come ha perso i sensi semplicemente guardando il corvino negli occhi. -Shawn?- lo chiamo attirando la sua attenzione:-Quando Sebastian mi ha portata via da casa di Roxy, lei... è come svenuta appena lo ha visto. Sono preoccupata e mi chiedevo se... Lui mi interrompe subito, nel suo sguardo aleggia un velo di preoccupazione:-Vado subito a controllare, così la avviso anche che stai bene. Io annuisco e lo vedo correre via infilandosi rapidamente un paio di pantaloni e delle scarpe. Ora, nell'altra stanza, ci sono soltanto Sebastian e Damien. Posso realmente stare tranquilla qui da sola? Sebastian ha chiaramente evidenziato il suo fastidio nell’avermi intorno e che preferirebbe vedermi morta. Damien non mi preoccupa troppo, ma non posso non chiedermi se continuerebbe ad ignorarmi nel caso il corvino mi attaccasse, di nuovo. Shawn però mi ha lasciata qui da sola, perciò almeno per il momento dovrei essere al sicuro e questo mi basta. Spero solo che Roxy stia bene, anche se non riesco a capacitarmi di come Sebastian sia riuscito a tramortirla semplicemente guardandola... Che lei fosse davvero così spaventata? Sospirando spengo la luce della stanza e mi infilo sotto le coperte cercando di scaldarmi. Mi rannicchio stringendo le mie ginocchia al petto e rimango a fissare il cielo al di là della finestra, troppo agitata per addormentarmi e, con Sebastian nei paraggi, sempre meglio rimanere vigili. Il demone che ha ucciso mia madre è ora così vicino, ad appena pochi metri da me, oltre una porta ed alla fine di un corridoio di pochi metri, ed al tempo stesso per me è assolutamente irraggiungibile. Se facessi anche solo una mossa gli darei un ottimo pretesto per uccidermi all’istante e non otterrei nulla, sprecherei solo la mia vita. Ma è davvero la vendetta ciò che voglio? Certo, vorrei vederlo soffrire, vorrei vederlo steso a terra agonizzante per il dolore, ma questo non riporterebbe indietro mia madre ed io voglio lei, voglio poterla riabbracciare e rivedere i suoi luminosi occhi ed i suoi contagiosi sorrisi. Vorrei poter ancora passare le serate con lei a guardare film o a chiacchierare davanti ad una tazza di cioccolata calda o anche litigare per chi avesse lasciato in disordine la cucina o il bagno... Vorrei riavere la vita che avevo prima che Sebastian iniziasse a darmi il tormento. Tuttavia, nulla potrà mai ridarmi ciò che ho perso. E mentre rivedo il volto pallido e smorto di mia madre, i miei occhi si inumidiscono ed iniziano a pizzicare. Prima di poter versare anche una sola lacrima, però, mi affretto ad asciugarli con la manica del pigiama. Questo non è né il momento né il luogo. Sono così immersa nei miei pensieri da non rendermi conto che un soggetto silenzioso e non meglio identificato è entrato silenziosamente nella camera finché il materasso accanto a me non si abbassa sotto il peso di qualcuno. Non faccio nemmeno in tempo a girarmi che le sue forti braccia mi cingono già la vita e il suo profumo di bosco mi inebria le narici, subito riconosco Damien. -Vattene subito!- esclamo, anche se nemmeno io sono troppo sicura di volerlo, non ora che l’alternativa è restare sola immersa nel silenzio assordante della notte con il timore che Sebastian faccia irruzione da un momento all’altro. -Stai zitta, almeno per una volta...- sussurra prima di appoggiare la sua fronte contro la mia schiena:-Non ho bisogno che tu mi dica cosa devo fare, lo so da me, ma le mie gambe mi hanno portato qui senza che lo volessi. Dal suo tono di voce sembra sembra combattuto, esattamente come quando mi ha baciata nel cortile della scuola dopo avermi aiutata con i bulletti che mi avevano preso di mira. L'immagine del mio primo bacio riaffiora rapidamente nella mia mente e subito sento il mio viso avvampare. Dopo quel giorno non ci siamo praticamente più parlati né tanto meno sfiorati se non quando è entrato nel mio sogno per farmi svegliare ed impedirmi di fare una sciocchezza. Però io voglio delle risposte, so che mi ha detto di volersi dimenticare dei sentimenti che nutre per me, ma quali sentimenti sono esattamente? Lui mi ha baciata e non penso che nemmeno tra i demoni si compia un simile atto nei confronti di una semplice amica, ma se penso anche per un solo attimo di potergli piacere mi sento una stupida illusa. Mai una volta ha dimostrato di provare attrazione nei miei confronti, al più si è comportato come amico, per poco tempo e quasi forzatamente. Senza contare che da quando mi ignora si è avvicinato a Sally e a sentir lei sembrerebbero una coppia, ma al tempo stesso la cosa non mi convince, anche se non ne so bene il motivo. O semplicemente sono io a non volerlo accettare perché al solo pensarlo avverto un nodo alla bocca dello stomaco ed una fitta al cuore. E a rendere tutto ancora più complicato deve mettercisi anche Damien stesso, che un momento non mi rivolge nemmeno la parola e quello dopo si intrufola nella stanza in cui mi trovo e mi abbraccia, come se tra noi fosse tutto a posto, come se non fosse accaduto nulla. Mi chiedo a questo punto se non sia lui ad avere delle personalità multiple piuttosto che Aaron, questo spiegherebbe molte cose. Però, ovviamente, io dovevo proprio innamorarmi di lui, nonostante sia così insopportabile ed imprevedibile e cocciuto e complicato! Forse, più che prendermela con lui, dovrei incolpare me stessa. -Perché ti comporti così? Dopo quello che è accaduto nel cortile della scuola, dopo avermi detto di starti lontana ed essere sparito, perché continui a tornare? Perché entri nei miei sogni e perché ora sei qui? Non dovresti continuare ad ignorarmi e startene per conto tuo in camera tua o ovunque tu preferisca?- mi decido finalmente a domandare con un filo di voce, rompendo il silenzio:-Davvero, non riesco a capirti... Sono forse stata io a fare qualcosa per spingerti a prendere le distanze? Devo rimediare ad un torto e chiederti scusa? -Te l’ho già detto quel giorno, tu non hai alcuna colpa.- risponde pacato dopo diversi minuti. -Ora mi stai davvero stancando con queste tue risposte criptiche, parla chiaro! Prima mi baci, ed era il mio primo stramaledetto bacio, e poi dici di volermi stare alla larga e sparisci! E poi ecco che scopro che ti sei praticamente trovato una ragazza che ti sta appiccicato come una cozza, ma nonostante ciò poi vieni qui e... e... Io non ci sto più capendo nulla!- esclamo irritata mettendomi a sedere ed allontanandolo da me. Lui rimane sdraiato supino e mi scruta per alcuni istanti prima di ridacchiare sommessamente:-Era... era veramente il tuo primo bacio? Alle sue parole arrossisco violentemente fino alla punta delle orecchie:-Non è questo il punto! Non cambiare discorso! -Scusa, hai ragione, ma...- sussurra lui tornando serio e dalla sua voce sembrerebbe realmente dispiaciuto. -Ma...?- lo incito io a continuare. -Lascia stare.- dice infine lui sospirando e spostando lo sguardo verso il soffitto. -No Damien, non lascio stare!- sbotto innervosita alzandomi dal letto di scatto:-Tu... tu non puoi trattarmi così! O te ne vai definitivamente o resti, ma se decidi di restare non potrai più abbandonarmi così! -Astrid, io sono attratto da te e non dovrei esserlo, per questo ho deciso di prendere le distanze, ma per quanto io ci provi non ci riesco, finisco sempre per cedere e tornare da te. Tu non ti rendi conto della situazione.- risponde sedendosi sul bordo del letto e prendendosi la testa tra le mani. -E tu... non puoi solo perché tu sei un demone ed io no? Io sono un angelo solo per metà.- sussurro avvicinandomi mentre trattengo a stento le lacrime. -Tu non capisci!- ringhia alzandosi dal letto e i suoi occhi ora sono rossi:-Non capisci! Non è solo questo, non è solo per questo! Voi sporchi angeli avete... l'avete uccisa! All’inizio non mi importava, ti disprezzavo come tutti gli altri, ma ora... ora che le cose sono cambiate e non ti disprezzo più, anzi, ma ogni volta che ti guardo in faccia io vedo un angelo, soprattutto ora che i tuoi poteri si stanno risvegliando! Senza contare che sono un pericolo per te, ogni volta che mi sei vicina il tuo profumo mi fa impazzire e vorrei solo bere il tuo sangue, ma così finire con l’ucciderti! Si avvicina a me, ormai appena un passo ci separa, ed io rimango paralizzata da ciò che vedo, una lacrima solitaria che sfugge dal suo occhio destro. Nonostante l’aggressività del suo tono e la sua mascella serrata mentre stringe i pugni lungo i fianchi, in questo momento mi sembra più fragile che mai. Sua madre è stata uccisa dagli angeli... Gli è stata strappata la madre quando era solo un bambino, ha pochi ricordi di lei, decisamente meno rispetto a quelli che ho io della mia. È così difficile spingersi oltre alla sua maschera che mi dimentico sempre che anche lui ha sofferto e che continua a soffrire. Mi vede davvero come una dei responsabili della morte di sua madre? Odia a tal punto tutti gli angeli da detestare in parte anche me per via della mia natura? Non avevo mai pensato che potesse sentirti così... E questa sua assurda paura di potermi fare del male, di arrivare ad uccidermi... Capisco ciò che prova, capisco che non vuole più perdere nessuno a cui tiene dopo quanto accaduto a sua madre, è esattamente lo stesso per me, ma perché teme di potermi fare del male? Per quanto possa sentire l’impulso di bere il mio sangue, so che non mi farebbe mai del male, so che riuscirebbe a controllarsi. Mi avvicino lentamente a lui mentre respira affannosamente a causa della rabbia. Non so cosa dire, ma del resto in questo caso le parole sono superflue. -Stai lontana!- sbotta indietreggiando e solo ora capisco quanto dolore debba aver provato. Lui non ha mai saputo chi avesse ucciso sua madre, non ha mai potuto dare un nome ed un volto a chi gli ha portato via una delle persone più importanti della sua vita e quindi non ha potuto far altro che associare ogni angelo al carnefice. Ed ora, dopo anni che vede gli angeli come nemici da odiare, senza volerlo si ritrova ad essere attratto da un mezzo angelo. Deve sentirsi così combattuto tra quello che dovrebbe provare e quello che prova realmente... Lo guardo nei suoi occhi rossi, sembra così sofferente e a pezzi in questo momento, non riesco quasi a riconoscerlo... Senza pensarci troppo, lo abbraccio. Mi metto in punta di piedi per raggiungere la sua altezza e stringo le mie braccia intorno al suo collo. Lui si irrigidisce colto di sorpresa, ma non mi caccia e, dopo diversi attimi di esitazione, stringe il mio corpo a sé. All’improvviso sento le mie palpebre farsi pesanti e la testa leggera e, senza che io possa fare nulla per evitarlo, i miei occhi si chiudono e perdo conoscenza.
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