Settembre-3

2050 Parole

Vostro sincero amico Makàr Dèvuškin 9 settembre Varvara mia, Varvara cara! Vi scrivo fuori di me. Sono tutto sconvolto da un avvenimento terribile. La testa mi gira come un arcolaio. Tutto ruota, tutto è in movimento. Ah, figliola mia, che leggerete qui, che sentirete! Chi di noi l’avrebbe preveduto! Ma no, io sì, forse; io ne avevo il presentimento. Il cuore me lo diceva; anzi, non è molti giorni, ho anche fatto un sogno più o meno simile. Ecco quel che è successo. Scrivo così senza stile, come mi viene dall’anima, come Dio vuole. Vado stamane in ufficio, arrivo, mi metto a sedere, piglio la penna, scrivo. Bisogna sapere però che anche ieri stavo scrivendo, quando si accostò al mio tavolino Timoféj Ivànovič, e di sua propria mano mi consegnò un foglio, dicendomi che si trattava di un

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