Jenny aprì la porta ed entrò nell’interno semibuio del locale. Si fermò mentre i suoi occhi si abituavano. Guardandosi attorno, vide gli strumenti musicali disposti lungo una parete. Tavoli di legno carichi di condimenti e sedie segnate, ma robuste, colmavano l’interno al punto da sbalordirla che la cameriera riuscisse a passare. Era ancora presto, ma quasi la metà dei tavoli era già piena. Jenny rivolse un cenno del capo alla cameriera quando lei le gridò di sedersi dove voleva. Stringendosi per passare fra due tavoli, Jenny si incamminò verso uno sul retro, vicino alle ampie doppie porte che conducevano alla veranda. Si sedette di lato a un posto vuoto, dando le spalle al corridoio buio che portava ai bagni. Da quel punto di osservazione, poteva vedere i moli, ma era comunque abbastanz

