41 - Stephan

1090 Parole
Ritrovare Sapphire e non venire trattato da malato mi aveva ridato speranza. Iniziai anche a riorganizzare il mio lavoro e i miei viaggi come ambasciatore del Kelderdorp . Mi avrebbe fatto piacere rivedere Sapphire, sapevo che non era Marina e che mai avrei potuto sostituirla nel mio cuore. Ma dovevo andare avanti! Sapphire era il mio raggio di sole in una vita buia. La settimana che seguì il matrimonio di Pierre restò in Lussemburgo a tenermi compagnia. Con Sapphire fui finalmente libero, di farmi una corsa, di andare a cavalcare e soprattutto di tornare a giocare a tennis. Quando mi stancavo ero io a dirle basta e lei rispettava i miei tempi. Trascorsa quella settimana andò via, a Monaco dove i suoi figli frequentavano il collegio. Io non avevo neanche la possibilità di sapere dove i miei bambini frequentavano scuola! Ammisi che a un mese dalla sua partenza ne sentii la mancanza, forse proprio per questo ripresi a viaggiare. Nella nostra ultima telefonata mi informò che avrebbe iniziato gli esami, sarebbe stato bello sostenerla, come amico, in questo nuovo inizio. Quel giorno mi presentai così in facoltà e in un angolo seguii tutti gli esami finché non fu il suo turno. Era stata bravissima, rispondeva a tutto senza tentennare e fu sicura e concisa. Al termine la seguii fuori trovandola a parlare con una coppia. Sembrava insoddisfatta dell'esame, ma per me... "Sei stata bravissima!" Intervenni. Il piccolo gruppetto si voltò verso di me. "Stephan. Eri qui?" Mi chiese Sapphire raggiante. "Ho seguito il tuo esame, si." Le risposi. Dopodiché mi presentò i suoi amici. Drake un bell'uomo dall'aspetto distinto, occhi azzurri e capelli castani scuri, alto quanto me, con un fisico atletico. Accanto a lui c'era Ebony, sua moglie, alta almeno uno e settanta, occhi verdi da gatta e bellissimi capelli rossi accesi. Parvero sorpresi nel vedermi, ma fortunatamente Sapphire subito lanciò una freccia a mio favore. Io per non sembrare invadente mi defilai però subito. "Ho degli impegni!" Dissi. "Possiamo vederci più tardi. Quando esco da lavoro." Mi disse Sapphire. Annuii e ancora salutai la coppia. Poi mi diressi dal notaio con cui avevo effettivamente appuntamento. Il dottor Raymond mi accolse con molto piacere. Quando gli dissi il motivo per cui ero lì ne restò comunque stupito. "Sono venuto qui per dare le mie disposizioni testamentarie." Annunciai. "Un testamento vostra grazia? Non è fin troppo presto? In fondo siete molto giovane." Mi disse scettico. "Ho avuto un tumore dottor Raymond!" Annunciai. "Credo sia giusto destinare almeno le mie proprietà inglesi ai miei diretti eredi." L'uomo boccheggiò palesemente imbarazzato. Io gli sorrisi accondiscendente. "Adesso sto bene. Ma vorrei procedere lo stesso." "Comprendo benissimo vostra grazia." Mi disse riprendendosi. "Quindi vuole fare un lascito per il palazzo che ha acquistato a Durahm?" Chiese. "E per tutti gli investimenti che ho con la Scotland bank." Affermai. "Mi dica! Butterò giù qualcosa e quando è il momento di stipulare il testamento prendiamo un ulteriore appuntamento." Annuii. "La casa a Elveth Garth numero 123/125 di Durahm, andrà a Marina Rossi e ai nostri due figli. Heinrich Luc Hermann Keller Shuber e Theodora Marine Keller Shuber." Gli spiegai passandogli una busta contenente tutti i dati relativi i miei figli. "Essendo la casa a Durahm un palazzetto ad appartamenti potranno poi dividerli tutti e sei, tranne uno, tra di loro tutti. Mi farebbe infatti piacere che l'interno 4 venga intestato direttamente a Marina." Spiegai, per quanto amassi i miei figli il nostro appartamento, sarebbe appartenuto sempre solo a Marina. Finito questo impegno tornai in albergo per una doccia e indossare abiti più casual, dopodiché raggiunsi Sapphire agli uffici dove lavorava. Quando le chiesi dove saremmo andati non esitai a farle capire che mi sarebbe piaciuto rivedere i bambini. La seguii infatti a casa sua dove potetti rivederli e riabbracciarli. Conobbi Hannah, la governante e unica persona al servizio di Sapphire, una donna di colore veramente deliziosa. I giorni si susseguirono e presero questa routine. A pranzo e a cena con Sapphire, quando lei era impegnata ne approfittavo per svolgere i miei impegni all'ambasciata. Infine la domenica Saph mi presentò i suoi suoceri. Oscar ed Elisabeth, ovviamente subito facemmo intendere ai due che eravamo solo amici, non volevo pensassero che eravamo amanti. Non in rispetto alla virtù di Sapphire. "Sai, Elisabeth ha avuto il cancro all'utero. Le è stato asportato e dopo la chemio è guarita." Disse Sapphire di punto in bianco.. Possibile si fosse messa d'accordo con i miei parenti? "Ancora vuoi convincermi?" Chiesi. "Non voglio convincerti, solo farti vedere che la chemio non è distruttiva come la descrivi tu." Affermò. "Hai il cancro caro?" Chiese Elisabeth. Sospirando annuii. "Avevo una massa tumorale al polmone destro. Lo hanno asportato con successo." Risposi. "E non hai fatto chemio?" Chiese Oscar. "Fare le chemio non è tra le mie opzioni al momento." Risposi e prima che potessero dire altro continuai. "Ho quasi ventotto anni e ancora non ho figli. Mi piacerebbe formare una famiglia e se facessi la chemio questo sarebbe impossibile." "Se il tumore è stato tolto tutto, effettivamente puoi non fare la chemio." Disse Oscar. "La famiglia è importante per un uomo." Elisabeth gli sfiorò il braccio. "Comprendo la tua necessità. Ma se nel caso dovesse tornare, ricordati che ci sono altri modi per avere figli. Come anche un'adozione." Mi ricordò. "Lo terrò presente madame. Fortunatamente per ora sto bene, faccio controlli e accertamenti con regolarità." Risposi, per non parlare della terapia con gli integratori. "Bene." Disse lei indicando i bambini. "Perché loro due adorano Tepá, non si azzardi a lasciarli soli." "Concordo con mia moglie." Disse Oscar. "Ma devo chiederti un favore in merito la mia famiglia." "Mi dica monsier Davis, comprendo che lei voglia proteggere i bambini. Ma sono ben intenzionato." Risposi. "Ebbene. L'ultima settimana di giugno andrò a prendere mio figlio alla clinica Palmer. Ti chiedo di non essere presente quando ci sarà lui e quando ci saranno i bambini. Non so se Sapphire ti ha spiegato, ma Andrew ha poco autocontrollo e vorrei evitare che sollevasse un solo dito su mia nuora o sui bambini." Mi spiegò. Annuii. "Certo, posso benissimo starmene in disparte per quel periodo." "Andrew si stancherà subito. Sarà lì solo per far vedere che è interessato ai figli." Disse Elisabeth. "Alla partenza di Sapphire per la Scozia già sarà andato per la sua strada." "Questa volta infatti faremo pranzare la famiglia in un locale vicino l'aeroporto. Poi da lì Sapphire ed Elisabeth andranno via con i bambini, mentre io riaccompagno Andrew alla sede estiva della clinica." Spiegò Oscar.
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