Capitolo 13

1573 Parole

La mia voce era un sussurro rauco, pieno di rimpianto. “Come ho potuto non accorgermene?” Mi trovavo in quella che il padre di Faith chiamava la sua “stanza” nella soffitta. Non era una vera e propria stanza, solo uno spazio piccolo e triste. C'era un letto stretto e scomodo, una piccola cassapanca vecchia e alcuni libri consumati. Era tutto ciò che Faith possedeva. Era lì che Faith semplicemente esisteva, non viveva. E io, così cieco e orgoglioso, avevo peggiorato la sua infelicità. La mia mente correva. Vecchi ricordi e nuove comprensioni si scontravano. Ero stato così concentrato sul fatto di essere stato costretto a questo matrimonio, così arrabbiato per quanto fosse ingiusto per la mia vita, che avevo completamente dimenticato che anche lei stava vivendo la stessa cosa. Probabilmen

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