SICUT ERAT... Quell'onesto e tranquillo sorriso che di fra i baffetti e il pizzo esce a rischiarare, meglio de' grossi occhi, una faccia lunga e magra quanto la faccia di Carlo quinto, e quell'umile dito che accenna all'alto del ritratto, ove, entro una raggiera di sole, alcuni V, iniziale di veritas, spiegano le parole scritte fuori all'intorno “et in cælo sicut in terra„, insistendo nella mia fantasia vi si trasformano a importuni segni di minaccia. Pace, o don Secondo Lancellotti, accademico Insensato, Affidato et Humorista! Io, pur di fuggire ai colpi del vostro scherno e della vostra mano ossuta, parlerò di voi e con voi ai protervi che osano trarre la cattività d'oggidí in paragone alla bontà d'altri tempi. ———— Anche adesso, come nel 1623, quando l'abate don Secondo scriveva, “s

