Marte le rivolse uno sguardo pensieroso. «Era un segreto. Ora è perduto. Sì, suppongo che potrebbe venirti voglia di studiarmi. Forse ti ho scelta per questo». Lei sorrise. «E mi ami». «Sì, temo di sì» le sorrise di rimando lui. Julie si rigirò, guardandosi nello specchio. Indossava un lussuoso abito di velluto color champagne e un mantello carta da zucchero dai bordi crema. I capelli, neri e mossi, le ricadevano sulle spalle come serpentelli vivi e il viso era appena truccato, cosa che preferiva di gran lunga alla moda egizia che imperava ovunque. Lanciò un’occhiata alla stanza. Il suo vestito del giorno precedente era ancora appoggiato sullo schienale di una poltrona, ma Marte non c’era più. Quella mattina era uscito prestissimo e l’avrebbe rivisto solo alla parata di quel pomeriggio

