Ason chiuse gli occhi e si rese conto con un brivido di dolore che era quello che aveva perso per sempre. Non il sesso, ma quell’attimo di tenerezza, di vicinanza, che un tempo seguiva i suoi incontri. Deglutì e si scostò, disorientato. Evet si alzò, come inseguendolo, e lo baciò sulle labbra. «Posso darvi tutto quello che volete, stanotte» gli bisbigliò. L’avrebbe trovato impertinente, se solo non avesse centrato anche il punto con tanta precisione. «Non... posso». «Perché no? Siete il mio salvatore. Siete tutto per me». «Smettila». Lei lo baciò di nuovo. «No, eccellenza. Non posso fare nient’altro per voi, voi mi avete salvato la vita». «Non...» «Non importa. Accettate, per favore. Lo volete». Ason chiuse gli occhi, prese aria di colpo e quasi barcollò. Certo che lo voleva. Qua

