Prima che potessi rispondere, mi sollevò liberando il suo cazzo. Si spostò piazzandosi con la schiena contro il pavimento duro. Invece di trovarmi a cavalcioni sul suo bacino, stavo cavalcando la sua… faccia. Lo guardai tra le mie gambe vedendo il luccichio dei suoi occhi e un sorriso malizioso sulle sue labbra. “Dax,” dissi senza fiato. “Posso ancora sentirti sulla lingua da quando prima ti ho leccato le dita. I tuoi umori placano la mia febbre. È come una medicina. Me ne serve ancora.” Smise di parlare, mi afferrò i fianchi e mi fece abbassare in modo da stare praticamente seduta sul suo viso. Non avevo niente a cui aggrapparmi e ricaddi in avanti sbattendo le mani contro il muro. Guardai la testa scura di Dax e la sua lingua che mi sbatteva sul clitoride, prima che lo prendesse in

