Introduzione

677 Parole
Introduzione Non serve un bel discorso sulle buone azioni se poi la pratica contraddice quello che si è detto. San Francesco, a partire dalla sua conversione, ha creato un legame indissolubile tra le parole e i gesti predicando più con gli esempi che con i sermoni. I Fioretti di San Francesco sono un florilegio sulla vita del santo che ricostruisce il mondo della predicazione francescana, spesso con un alone fiabesco e serafico, con al centro della narrazione Francesco, costante esempio di una vita fondata sui valori evangelici della carità e dell'umiltà. Scritti da un autore anonimo a metà del Trecento con il titolo Actus Beati Francisci (volgarizzato solo successivamente nei "Fioretti di San Francesco"), possono essere divisi in due parti: nella prima parte si racconta la nascita dell’Ordine francescano, mentre nella seconda si trovano gli atti dei frati fino a circa un secolo dopo la morte del loro fondatore. È in questa raccolta di fatti di vita quotidiana che si incontrano alcuni personaggi citati anche in altre opere letterarie o adattamenti musicali. Uno di questi è Bernardo di Quintavalle, amico di infanzia di San Francesco, suo primo seguace, convertito con la preghiera e con i gesti forti e pregnanti di significato. La volontà di seguire Francesco è espressa nei versi 76-81 dell’undicesimo canto del Paradiso di Dante che raccontano l’abbandono dei beni materiali di Bernardo e la sua rincorsa per raggiungere la pienezza spirituale del suo amico d’infanzia. Tra gli altri frati, abbastanza conosciuto è Frate Leone a cui Francesco affida le sue parole durante gli spostamenti nelle diverse località in cui si recavano per predicare e convertire le persone attraverso il Vangelo. Il frate ricopre il ruolo di amanuense grazie alla conoscenza del latino ed è colui a cui viene spiegata in cosa consista la perfetta letizia. Se noi tanta ingiuria e tanta crudeltà e tanti commiati sosterremo pazientemente sanza turbarcene […]o frate Lione, iscrivi che qui è perfetta letizia. È uno dei concetti francescani più noti e, come alcune parabole del Vangelo, capovolge la concezione comune di letizia: non le comodità, una vita senza affanni e senza pensieri verso il prossimo, ma la maturazione di una spiritualità semplice che rende sopportabile anche le sofferenze che ci sono inflitte dalla persone a noi vicine. Allo stesso modo, San Francesco risponde a frate Masseo quando questi gli chiede come mai tante persone decidono di seguirlo nonostante non sia un bell'uomo, non sia istruito e non sia nobile. La risposta è di quelle che lasciano spiazzati: "perché attraverso di me Dio si diverte a confondere gli uomini riguardo la ricchezza e la bellezza". Il sorriso non manca mai al santo di Assisi e questo spirito giocoso si ritrova ancora oggi nell'ordine monastico fondato nel XIII secolo quando i seguaci divennero tanti e ci fu bisogno di creare la Regola che fu approvata da papa Innocenzo III. La vita di Francesco è essa stessa un atto di fede in Dio che affonda le sue radici nelle parabole evangeliche mettendo in pratica la povertà, la semplicità e la provvidenza. La raccolta dei fioretti offre al lettore uno spaccato della vita quotidiana del poverello d’Assisi che continua ad essere un punto di riferimento per credenti e non credenti. La “rivoluzione” di San Francesco partiva dal testo fondamentale del cattolicesimo: il Vangelo. Le parabole e la vita di Gesù lo hanno spinto a seguire il suo esempio non solo predicando, ma vivendo appieno quelle parole. È la “forza tranquilla” delle sue azioni che fa di Francesco un santo popolare e al quale sono state dedicate varie opere: film, musical, libri, spettacoli teatrali. San Francesco riesce a conciliare, lungo la sua vita terrena, la spiritualità con le azioni concrete e il suo fascino risiede proprio in questo. Non sono gesti finalizzati ad aumentare la sua popolarità per servirsene o vantarsene. Il suo comportamento deriva dal suo pensiero ed è trasparente, senza alcun secondo fine: l’importante è che riesca a lasciare un segno, per piccolo che sia, nell'animo di chi incontra. Le sue uniche armi di seduzione sono le sue parole ed i suoi gesti, che, a distanza di 800 anni, continuano ad andare incontro ai viandanti della vita.
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