Risveglio
Il calore sulle gambe si è fatto insopportabile.
Appoggio il portatile sul tavolino di vimini che ho accanto e mi lascio cadere sulla sdraio.
Guardo il cielo: è meravigliosamente azzurro, di quell’azzurro intenso che ti riempie gli occhi e i polmoni e ti fa respirare.
Penso alla mia vita, cerco di mettere insieme i pezzi che voglio narrare, le esperienze e gli uomini che ho incontrato e che hanno dato una svolta alla mia esistenza. Una vita che fino ad allora era scorsa monotona e uguale, felice, sì, ma di una felicità che non ti stimola, una felicità grassa, che ti riempie lo stomaco, ti intorpidisce i nervi e ti addormenta.
Sono cresciuta sotto una meravigliosa campana di vetro che ho adorato. Da quella campana ho continuato a guardare il mondo che scorreva davanti a me come la pellicola di un lungometraggio. Per anni ho guardato la vita come si guarda un film, appunto, ma non l’ho mai sudata
toccata
leccata
sfiancata
terrorizzata
desiderata davvero.
Troppa paura. Paura di accorgermi che senza quella protezione mi sarei sentita veramente, finalmente libera. Libera di essere quella che sono davvero, libera di farmi male e di fare male. Libera di pensare a me e a quello che desidero, libera di seguire i miei passi senza incertezze e sensi di colpa.
Libera di essere una Donna.
Questa libertà che mi è stata concessa a caro, carissimo prezzo, mi ha costretta a guardarmi dentro, mi ha fatto accettare e rivalutare quella che io ritenevo la mia più grande debolezza: la necessità, viscerale e vitale di essere amata.
E mi ha mostrato come si può fare a trasformarla in energia pura e inestinguibile.
È stato un momento di risveglio, di trasformazione fisica e mentale; tutto dentro di me sembrava scorrere in armonia e senza intoppi. Il mio corpo era diventato una macchina perfetta che seguitava a soddisfare ogni mio bisogno e io mi sono sentita forte e speciale, per la prima volta.