Capitolo 10 Erano le tre quando Centofanti aprì la mail inviata dalla Polfer e rimase basito. Guardò bene le foto. Certo, il corpo era irriconoscibile, ma i vestiti no. Camicia hawaiana e calzoni gialli. O quel che ne restava. Si vedeva anche una scarpa da ginnastica, fotografata qualche metro più in là. Si alzò di corsa e s’infilò nell’ufficio di Toccalossi. – Procuratore, che dice se facciamo un salto alla Polfer? Toccalossi sollevò lo sguardo senza rispondere. Quello sguardo voleva dire: “Per quello finito sotto il treno? Se ci dovessimo allarmare ogni volta che succede una disgrazia…”. Ma Centofanti non si lasciò dissuadere. – Si ricorda quando l’ho presa sotto braccio per farla correre e prima ancora, al cimitero, quando ho fatto entrare l’auto della scorta? Ecco, in entrambi

