Non prese i fiori che Jace le porgeva e disse: "Mi dispiace, Nora. A quanto pare sono un compagno terribile. Ti prego, perdonami, non sono mai stato un compagno prima d'ora e, avendo 130 anni, a quanto pare ho dimenticato le cose che si dovrebbero fare per il proprio compagno". Il suo tono era gentile e persuasivo, pensò lei. Vide Gloria che li guardava dal suo ufficio e giocò la sua carta. "Tanto che non sapevi nemmeno che fosse il mio compleanno. Forse te ne ricorderai l'anno prossimo e forse, come tua compagna, avrò una festa, come quella che Luna avrà questo fine settimana. Grande e sontuosa, con tutti invitati a partecipare. Oh, mi dispiace...". I suoi occhi si spostarono da lui a Gloria, e lei le sorrise. "Non ho ricevuto un invito, ma credo che il tuo, Jace, sia sul frigorifero ne

