Nora si voltò e lo guardò. Lui la stava fissando con aria truce, perché lei stava mancando di rispetto al suo Alfa alleato, che ora era stato tirato fuori dalla sede del branco, ed era proprio quello che lui pensava, e lei lo sapeva. "Non avevi il diritto di farlo. Ho pagato quel telefono, ho risparmiato un sacco di soldi, ho lavorato duramente per lunghe ore, dando lezioni private ai bambini del branco per poterlo comprare. Non è una tua proprietà. Eppure pensi di avere il diritto di distruggerlo a tuo piacimento, perché sei un Alfa e io sono solo la figlia di un umile guerriero, inferiore a te, indegna di te". Gli disse con tono aspro. "Se ti comporti come una bambina, ti tratterò come tale", le ringhiò. Era lei la bambina, pensò, ma era lui quello che aveva fatto i capricci, non lei.

