Capitolo XXVII Passarono sette giorni; e ognuno lasciò la sua traccia nell'aggravarsi del male di Edgardo Linton. Avremmo ben voluto ingannare Caterina, ma la sua stessa mente così pronta rifiutava di farsi ingannare; indovinava in segreto, e ponderava sulla terribile probabilità, gradatamente mutatasi in certezza. Ella non ebbe il coraggio di accennare alla sua gita quando giunse il giovedì; ne feci io menzione per lei e ottenni il permesso di costringerla a uscire di casa perché la biblioteca, ove suo padre ogni giorno passava qualche ora, - il breve tempo che egli poteva star alzato, - e la camera sua erano diventate per lei l'intero mondo. Ogni istante che non la trovava china sul suo guanciale o seduta presso il padre era da lei rimpianto. Il volto le si faceva scarno per le veglie e

