3«Sta bene, sta bene!» gridò allegramente Zòsimov mentre entravano. Era arrivato già da una decina di minuti e sedeva nel solito angoletto sul divano. Raskòlnikov sedeva nell’angolo opposto, completamente vestito e perfino lavato e pettinato per bene, cosa che non gli capitava da tempo. La stanzetta si riempì in un attimo, ma Nastàsja riuscì lo stesso a infilarsi dentro e si mise ad ascoltare. In effetti Raskòlnikov stava abbastanza bene, in ogni caso molto meglio del giorno prima; ma era pallido, e aveva un’aria cupa e distratta. Dava l’idea di un uomo ferito o che avesse un grande dolore fisico: le sopracciglia contratte, le labbra serrate, gli occhi infiammati. Parlava malvolentieri, come facendosi forza e per obbligo, e dai suoi movimenti traspariva una certa inquietudine. Mancava so

