«No. Ma sei tutta bagnata, amore, quindi forse piacerebbe a te». Gli rivolsi un sorriso dispettoso. «Quello mi piace sempre, in generale». «Succhiarmi il cazzo». «Sì, tesoro». Mi infilò dentro tutto l’indice, schiacciandomi contro lo schienale del divanetto. «Dio, ti amo». Gli strinsi le mani sulla vita, visto che il suo stupido senso del pudore mi impediva di toccarlo dove avrei voluto. E a quel punto avrei davvero voluto massaggiargli il cazzo attraverso i pantaloni fino a farlo impazzire, per poi succhiarglielo nella penombra del separé fino a farlo venire. Invece Dane, dopo avermi palpata più o meno dappertutto, fece un bel respiro e riuscì a staccarmi le mani di dosso. «È meglio se restiamo qua ancora una ventina di minuti. Possiamo aspettare. Siamo due adulti, dannazione. Ma v

