Tutti e due col cuore che saltava alla gola. Per fortuna in quel momento giunse un altro congiurato, imbacuccato come loro, camminando in punta di piedi sui sassi del cortile, e ripeté il segnale istesso. ― Don Gesualdo, ― disse il notaro Neri cavando il naso da una gran sciarpa. ― Siete voi? Vi ho riconosciuto al canonico che sembra un cucco, poveraccio! Il notaro la pigliava allegramente. Narrava che a Palermo avevano fatto il pasticcio; avevano ammazzato il principe di Aci e s’erano impadroniti di Castellammare: ― Chi comanda adesso è un prete, certo Ascenso! ― Ah? ― rispose il canonico che si sentiva in causa. ― Ah? ― Silenzio per ora!... Andiamo adagio! Sapete com’è?... a chi deve prima attaccare il campanello al gatto! E ogni galantuomo non vorrebbe mettere il piede in trappola.

