III-2

2317 Parole

― C’è che son qui per guardarvi le spalle! Don Gesualdo non chiese altro. Scendevano per la viottola in fila. Nanni l’Orbo aggiunse soltanto, di lì a un po’: ― Si fece la festa, eh? ― E come il padrone continuava a tacere, conchiuse: ― L’ho capito alla cera che avete, vossignoria. Mondo di guai!... L’uno dopo l’altro! ― Giunti alla fontana infine disse: ― Smontiamo qui, eh? Mastro Nardo se ne andrà pel viale colle cavalcature, e noi da questa parte, per far più presto. Don Gesualdo capì subito, e non se lo fece dire due volte. Andavano in silenzio, lungo il muro, quasi ci vedessero al buio. A un certo punto l’Orbo accennò delle pietre sparse per terra, una specie di breccia fra le spine che coronavano il muro, e disse piano: ― Vedete, vossignoria? ― L’altro affermò col capo, e scavalcò

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