Sopraggiunse lo zio Limòli, nonostante i suoi acciacchi, pel decoro della famiglia, per cercare di metter pace anche lui, colle buone e colle cattive. ― Non fate scandali! Non strillate tanto, ch’è peggio! I panni sporchi si lavano in casa. Vediamo piuttosto d’accomodare questo pasticcio. Il pasticcio è fatto, caro mio, e bisogna digerirselo in santa pace. Bianca! Bianca, non far così che ti rovini la salute... Non giova a nulla... Don Gesualdo partì subito a rompicollo per Caltagirone. Voleva l’ordine d’arresto, voleva la Compagnia d’Arme. Lo zio marchese dal canto suo provvide a quello che c’era di meglio da fare, con prudenza ed accorgimento. Prima di tutto andò a prendere subito la nipote, e l’accompagnò al monastero di Santa Teresa, raccomandandola a una sua parente. La gente di casa

