― Scusate, signori miei, se vi ricevo in questa topaia... Non è pel vostro merito, don Gesualdo... La bella parentela che avete presa, eh?... Sul vecchio canapè addossato al muro, puntellandolo cogli stessi mattoni rotti, improvvisarono alla meglio un letto per don Gesualdo che non stava più in piedi, mentre il marchese continuava a brontolare: ― Guardate cosa ci capita! Ne ho viste tante! Ma questa qui non me l’aspettavo... Pure gli offrì di dividere con lui la scodella di latte in cui aveva messo a inzuppare delle croste di pane. ― Son tornato a balia, vedete. Non ho altro da offrirvi a cena. La carne non è più pei miei denti, né per la mia borsa... Voi sarete avvezzo a ben altro, amico mio... Che volete farci? Il mondo gira per tutti, caro don Gesualdo!... ― Ah! ― rispose lui. ― No

