Non vedo Sam da due giorni. Tre volte al giorno vado a correre e faccio stretching, il che mi occupa gran parte della giornata. Corsa. Stretching. Soliloquio. Corsa. Soliloquio. Stretching. Ho bisogno dello sfogo fisico per sciogliere quel pesante nodo che mi serra la gola. Ma non funziona. Quindi corro di più, mi allungo di più. Il nodo si comprime soltanto e rilascia ondate di dolore che mi pesano. È come se mi avessero asportato chirurgicamente la speranza che nutrivo, il cui posto è stato preso però da qualcosa di molto più doloroso. E non aiuta il fatto che qualsiasi cosa guardi mi ricorda il perché lo amo. Il tavolo da pranzo, Sam mi si siede di fronte e appoggia i gomiti nello spazio che ci divide. Il divano, mi ricordo la prima volta che è stato qui: era stanco e sfatto com

