— Con lui? Io? E perchè avrei dovuto averla più con lui che con te? Caio Sempronio è un bravo giovinotto. Spende del suo, e, se lo getta via come un pazzo, è padrone di farlo. Noi uomini savi contentiamoci di raccogliere. — Ah, lo confessi? — gridò Postumio Floro. — Sicuramente; che male c'è? Dovrei vergognarmi di imitare Porcio Catone, il rigido censore, che imprestava danaro alla gente, per cavarne un frutto maggiore del reddito dei suoi campi Tuscolani? Giovinotti, giovinotti, quando intenderete il prezzo della pecunia.... — Non sarà più tempo; — interruppe Giunio Ventidio. — È questo che volevi dire? Ti s'è risparmiata la fatica. Del resto, vedi, amico Cepione, quando voi, uomini savi, vorrete usare della ricchezza, non sarà più tempo neanche per voi, e un bel giovinotto vi farà me

