CAPITOLO XVI.

2714 Parole

CAPITOLO XVI.Quod erat in fatis. Mentre noi ci perdiamo in chiacchiere, Tizio Caio Sempronio ha abbandonata l'essèdra. Il nostro cavaliere prendeva poca parte alla festa. Clodia Metella gli aveva fatto giurare che non avrebbe ballato, ed egli manteneva la data parola. Aveva giuocato due o tre colpi ai dadi, ma s'era annoiato, e, non sapendo che fare, e vedendo di fuori un bel lume di luna, era andato a passeggiare in giardino. A che pensava? Miei giovani, ditelo voi. Quando la luna falcata veleggia nel firmamento, temperandone coi miti chiarori l'azzurro, e la brezza notturna, ricca di tutti i profumi della fiorente natura, va susurrando tra le ombre misteriose del bosco, dove grugano le tortore e gorgheggiano i rosignuoli, non si può pensare che ad una cosa. Luce soavemente diffusa, c

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