4. RAPITA NELL'ESTASI Il panico fu dominato con relativa rapidità. Dall'uditorio uscì il giovane maestro di pianoforte. Aveva soltanto un po' di rosso agli zigomi. E certo il cuore doveva battergli a martello; ma lui lo dominava. Si ravviò i capelli neri, lucidi. Disse: "L'ho deposta sul tappeto..." Dalle poltrone disposte a semicerchio contro le pareti della vasta sala d'aspetto, tutti balzarono in piedi. La porta dell'auditorio era rimasta socchiusa. Il maestro addetto all'esecuzione dei programmi fece un sol balzo e afferrò il giovanotto per le braccia: "Ma che dice?!" "Mi lasci..." Soltanto miss Jane era ancora seduta col pechinese in grembo. Alessandro Alessandrovich trepidò sui piccoli piedi, così lucenti nelle scarpe di coppale. "Sofia Scimanova!" esalò e cominciò a mordicc

