VI Pasqualina Settembrini Pasqualina Settembrini era figlia di contadini e fin da piccola fu avvezzata a lavorare nei campi. Passava le giornate a zappettare, a seminare, a mietere, a mungere le mucche all’albeggiare. Andava in giro scompigliata, arruffata, i capelli rossicci scarmigliati, le unghie sporche di terriccio e di letame; i polsi e gli stinchi con graffi e croste di piaghe in via di guarigione. D’inverno portava i calzettoni e le scarpe grosse, le gonne lunghe, le maglie di lana; in estate le camicette di flanella con le maniche corte e le sottane leggere di cotone. Nei campi indossava i pantaloni e il cappello di paglia rinsaccato in testa. Era una ragazza piacente, nonostante l’aspetto trascurato e il comportamento selvaggio, privo di grazia, di femminilità. Gli uomini erano

