11. Mi serve una scusa per vederti Su una cosa Elia aveva avuto ragione: lavorare con lui sarebbe stato un incubo. Metteva il naso dappertutto, contestava tutto, credeva di intendersi di tutto e pretendeva che il progetto venisse ritoccato, rifatto, rimaneggiato ottanta volte a settimana. L'estate perciò oltre che torrida fu anche lunghissima. Né Chiara né Elia presero un giorno di ferie per non lasciare la trincea, il che li portò a litigare più o meno ogni tre giorni, ovvero tutte le volte che lui andava sul cantiere e siccome riusciva ad andarci solo ogni tre giorni, le loro sfuriate avevano una cadenza secca di settantadue ore. Di positivo c'era solo che la voglia che aveva Chiara di mettere le mani addosso ad Elia non aveva più a che fare col sesso. I loro scontri erano così

