19. Tempo. Pazienza. Tempo. Pazienza. Ancora tempo. Ancora pazienza. Quanta ne aveva versata Elia? Tanta, tantissima e ne serviva altra. E altra ancora, perché finì gennaio, iniziò febbraio e Chiara continuava a non muoversi in nessuna direzione. Andava al lavoro, lavorava, litigava con un mucchio di gente, faceva di testa sua e alla fine di febbraio consegnò un ospedale così perfetto che sembrava uscito dalla fantasia di Ippocrate. Finire il lavoro voleva dire anche non vedersi più nemmeno per caso. L'ultima settimana fu atroce. Chiara aveva voglia di demolire tutto per ricominciare da capo, per stare ancora lì, per vederlo, almeno vederlo. Cercava dappertutto quella divisa verde menta che faceva ribrezzo e che era l'apoteosi dell'antifascino, ma che su di lui era la quintes

