LA PROPOSTAHo il cuore in gola quando Firenze ci appare sotto gli occhi dalla superstrada, è ricoperta da una coltre biancastra che non promette nulla di buono. L’aria sarà irrespirabile, penso guardando il termometro dell’auto che segna 38 gradi, e non sono neppure le undici. Felipe sta parlando con lei al telefono, si stanno mettendo d’accordo su dove trovarsi. “Sì, tra un quarto d’ora più o meno sarò lì, a meno che non trovi traffico una volta entrato in centro. No Fede, non preoccuparti, piuttosto quante borse hai? Non lo so, ho cambiato auto, è più piccola questa, e poi... non sono solo” dice e si volta a guardarmi, mi strizza l’occhio e poi fa scivolare una mano sul mio ginocchio, lo stringe. Io gli prendo la mano tra le mie e gli abbozzo un sorriso, comincio a pentirmi d’essere

