XIII

1831 Parole

XIII Quella notte Rostov era con un plotone sulla linea degli avamposti, davanti al distaccamento di Bagration. I suoi ussari erano disposti a catena, a due a due; lui percorreva a cavallo quel tratto degli avamposti sforzandosi di vincere il sonno che inesorabilmente lo sopraffaceva. Alle sue spalle si vedeva l’enorme estensione dei falò del nostro esercito che ardevano indistinti nella nebbia; davanti a lui c’era un’oscurità nebbiosa. Per quanto Rostov scrutasse in quella nebbiosa lontananza, non vedeva nulla: a volte traspariva qualcosa di grigio, a volte di nero; a volte laggiù, dove doveva esserci il nemico, sembravano baluginare delle luci; a volte gli pareva di prendere un abbaglio. Gli occhi gli si chiudevano, e nella sua immaginazione apparivano ora l’imperatore, ora Denisov, ora

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