VI Nei primi tempi della sua presenza a Pietroburgo il principe Andrej aveva la sensazione che tutto il suo ordine di idee, elaborato nel corso della sua vita solitaria, veniva del tutto sommerso dalle piccole preoccupazioni che nella capitale finivano per assorbirlo completamente. Ogni sera, tornando a casa, prendeva nota nel suo taccuino di quattro o cinque visite indispensabili o di rendez-vous e delle ore stabilite. Il meccanismo della vita, la distribuzione della giornata elaborata in modo da poter arrivare in tempo in ogni luogo, gli sottraevano la maggior parte della sua energia. Non faceva nulla, non pensava a nulla e non aveva il tempo per pensare; parlava soltanto, e parlava con successo di ciò che aveva avuto modo di maturare nella mente, in campagna. A volte si accorgeva con

