XIV. La fuga A Cattaro non c’erano Tedeschi (arrivarono dopo), ma non credo che per questo la situazione fosse migliore. Abbandonati dall’Esercito e dallo Stato, Tommaso e Marcella si resero protagonisti di una fuga che ha del romanzesco: «Restammo in attesa di notizie per alcuni giorni, ma non arrivava nulla. Una sera, dopo aver vagato nella città semivuota, arrivai sul molo: la luna, nascosta da qualche parte dietro le montagne, spargeva nel cielo un chiarore che si rifletteva sul mare increspato da una leggera brezza, deserto. Tutto riluceva come di luce propria e davanti a quello spettacolo dimenticai la guerra. Ma fu un attimo, perché fui subito scossa da un brivido al pensiero che proprio quella calma era il segno che eravamo abbandonati a noi stessi, senza mezzi, risorse e notizi

