Capitolo XXXII Galimberti tacque, non c’era più nulla da raccontare. Chiara e Matteo si guardarono smarriti e nello stesso tempo rassicurati. Il giovane dottore restava ancora sospettoso, temendo un inganno, ma lo sguardo di quell’uomo, aperto e diretto, gli sembrava tranquillizzante. Drago e gli amici erano contenti di non aver dovuto neutralizzare proprio un loro vecchio compagno, che in passato avevano ammirato per il coraggio e la generosità. L’unica che sembrava un po’ rattristata e forse indispettita era Amato. Il generale le passò rapidamente una mano sul braccio e disse a voce più bassa, come per scusarsi: “Per la tua sicurezza, meglio che pensassi che era una cosa solo mia e non un’azione coordinata con i Servizi. Non potevo dirti niente. Non volevo che, magari per difenderm

