Capitolo IX Lui proprio non lo sopportava, con quella sua aria saccente, gli occhialini che portava sempre sulla punta del naso, quei suoi baffetti grigi curati, quel suo portamento austero e la sua aria per bene, da capo carismatico, che i collaboratori non possono fare a meno di ammirare e stimare. Ma Dante lo sapeva che era un uomo arido, avido e, anche se non aveva le mani sporche di sangue, le aveva fatte sporcare a altri, tante volte. Chi si credeva di essere, quando lo trattava come un bambino, come se fosse suo padre o il maestro Camanni. Quella notte, nella villa sotto Superga, avevano discusso a lungo sui rapporti con gli altri e su come lui avrebbe dovuto comportarsi. Discusso non era la parola giusta: gli aveva descritto e ordinato quello che doveva fare, senza alternative,

