Venerdì 21 marzo-2

1908 Parole

La Tigre si è appena svegliata e ha tutti e due gli occhi aperti. Le saracinesche sono alzate e dentro si sente un tramestare di sedie e tavoli. Un uomo urla al telefono. Quando il Colosso entra, Ivano Rao si gira. Ha la cornetta in mano. La incastra fra il collo e l’orecchio, proprio sotto il cerotto che gli copre la cicatrice, e fa il segno di andarsene con la mano, e si rivolge al terzo uomo nella stanza. Il barman. Brutto ceffo, ex galeotto. “Siamo chiusi”, dice il barista e mette le mani tatuate sul bancone. “hai visto? Il capo è al telefono. Se hai la fregola fattela passare. Apriamo alle ventuno”. Convinto di essere stato chiaro a sufficienza si gira e inizia ad asciugare dei bicchieri. Il Colosso non si muove. Appoggia la valigia a terra, mette la piccola custodia su un tavolino

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