Capitolo VI Al ministero pareva che i due uomini vivessero abbastanza di buon accordo. Si era stabilito tra di loro una specie di tacito patto allo scopo di nascondere ai colleghi le battaglie familiari. Si chiamavano: “mio caro Cachelin”, “mio caro Lesable”, e persino fingevano di scherzare insieme, di essere felici e contenti, soddisfatti della loro vita. Lesable e Maze, dal canto loro, si comportavano, l'uno verso l'altro, con la cortesia cerimoniosa degli avversari che per poco non si sono battuti. Il duello mancato, del quale avevano sentito il brivido, aveva suscitato in loro una cortesia esagerata, una stima maggiore, e forse un segreto desiderio di riconciliazione, che nasceva dall'oscuro timore di nuove complicazioni. Il loro comportamento di uomini di mondo, che hanno avuto un

