Capitolo 12-1

2005 Parole

Capitolo 12Arrivò a casa che era l’una di notte. La segreteria telefonica lampeggiava. Buttò il soprabito sulla poltrona e lasciò cadere la borsa sul tappeto dell’ingresso. Provava un tedio infinito verso quella borsa, ma sapeva che di lì a poco l’avrebbe riaperta e avrebbe ricominciato a ruminare su verbali e relazioni, doveva farlo, tanto non avrebbe dormito comunque, però prima voleva sapere chi aveva telefonato. “Ciao Bertumé, sono Ardelia, non ti ho chiamato sul cellulare perché, data l’ora, ho immaginato che fossi ancora in ufficio e se eri in ufficio eri nei casini. Se ti fa piacere chiamarmi quando rientri, fallo pure senza guardare l’orologio. Magari starò dormendo, ma sentire te è un bel modo di essere disturbati”. Era mai possibile che esistesse una donna tollerante e gentile,

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