15 “S’accomodi, dottor Soccodato. L’aspettavo…” Il brigadiere Simonetti resta in piedi accanto alla porta. Non è facile fare ciò che devo fare. Anche perché, per alcuni aspetti, l’uomo che ho davanti mi fa pena. Figurina esigua, nel suo completo spento, che quando parla si avviluppa fra coordinate e subordinate come un verbale della Stradale. Forse intuisce il mio disagio e parla ancora lui: “Ho fatto pervenire al signor ministro degli Interni la lettera con le mie dimissioni. Poscia, per telefono, gli ho spiegato più diffusamente le motivazioni. Le dimissioni sono state accettate seduta stante, per cui, commissario, non sono più il Prefetto di Roma, non sono più un suo superiore e occuperò questo ufficio soltanto il tempo necessario per questo colloquio che le chiedo gentilmente di co

