Oz's POV
Mi svegliavo, andavo a correre, facevo colazione a casa, dopo aver fatto la doccia, e poi prendevo una delle mie numerose auto per andare in ufficio a sedere alla mia scrivania, pranzavo con i miei amici o in solitudine, quando giocavo online, e poi riprendevo a lavorare. Questa era la mia solita routine ogni giorno. Non prendevo ferie, non mi piaceva farlo. Gli unici giorni di svago li passavo con i miei amici e anche lì finivamo per parlare di lavoro. Non è che non avrei potuto andare in vacanza, ma, semplicemente, mi piaceva avere il controllo dei miei affari e non volevo delegare. Sarei morto solo e miliardario probabilmente, i miei amici me lo profetizzavano ogni giorno. Sapevo che loro stavano solamente cercando di smuovermi, ma io non volevo prendermi nessuna pausa, se non quelle necessarie. I miei amici ed io eravamo riuscirti a crearci un mondo solo per noi e non avevo intenzione di fermarmi ora che eravamo all’apice.
Qualcuno bussò alla porta del mio ufficio ed entro senza aspettare risposta.
" Ozy, sei pronto? " chiese uno dei miei amici.
Lo guardai torvo e sbuffai. Eric curava il lato commerciale dell’azienda e relazioni con l’esterno. Era bravo a parlare e la sua presenza era imponente nel consiglio d’amministrazione. Nonostante il suo vestiario da imprenditore di successo, per me lui rimaneva sempre quello che fece il bagno nudo nella fontana del campus da ubriaco.
" Arrivo " risposi, infilandomi la giacca.
" Allora? " chiese.
" Allora cosa? " chiesi di rimando.
" Hai visto la tua bella ieri? " chiese, ammiccando.
" Non è la mia bella e non l’ho vista " risposi, sbuffando.
" Ozy, lo sai che ti conosco " esclamò ridendo.
" Ci siamo solo incontrati sul gioco " risposi.
Mi veniva difficile nascondergli le cose.
" E? "
" Niente. Cosa pensi possa succedere su un gioco? Abbiamo solo parlato un po’ " risposi, a bassa voce.
I corridoi erano pieni di persone e non volevo che sentissero le nostre discussioni personali.
" Di cosa? " chiese, ammiccando, Eric.
" Vario " risposi, secco.
" Non ti tartasso di domande, solo perché ora dobbiamo lavorare. Stasera sei tutto mio! " disse, prima di entrare nella sala riunioni.
Sbuffai, cercando di trovare scuse per la serata e svuotai la mente dai pensieri futili.
Dopo aver parlato per ore del progetto che la società stava portando avanti e aver sopportato l’interrogatorio serale dei miei amici, tornai finalmente a casa. Sapevo che loro volevano solo il mio bene, ma spesso insistevano sul fatto di trovare una compagna. Loro sapevano tutto di me, a parte per un piccolo particolare che non gli avevo confidato. Avevo un piano per conoscere Ashe e, se avesse funzionato, mi sarei potuto divertire un po’. Non ero cattivo, ma, come essere umano, anche io avevo determinati bisogni da soddisfare e lei sembrava proprio una bella ragazza. Mi ero segato un mucchio di volte sul video che mi aveva mandato e avevo anche, malamente, provato a cercarla sui social, ma non avevo molte informazioni.
Quella sera non entrai sul gioco, non ne avevo proprio voglia. Mi piaceva stare in cima alla classifica ed era per questo che giocavo spesso, ma non sarebbero riusciti a superarmi anche se non loggavo per settimane. In realtà mi piaceva dominare in ogni campo, avere tra le mani il controllo mi rendeva soddisfatto. Lo facevo nel gioco e anche nella vita reale. Era stata la mia voglia di dominare a portare me ed i miei amici fino a quel punto. Era grazie alla mia mente che ora potevo permettermi un attico a New york. Eravamo partiti dal basso ed ora eravamo in cima.
Loro erano la mia famiglia e ne erano consapevoli, ma, a volte, si comportavano troppo come fratelli maggiori.
Entrai nella mia stanza dei giochi e mi immaginai di portare Ashe qui. Non ero un sadico, non avrebbe trovato cose che potevano spaventarla, e non ero neanche un masochista, non permettevo a nessuno di farmi del male, ero semplicemente un dominatore. Adoravo esercitare il controllo e mi piaceva essere supplicato e, se ne avessi avuto l’opportunità, lei lo avrebbe fatto di sicuro. Mi era diventato duro all’istante quando mi aveva chiesto di aiutarla su Empire of Gods, era stato problematico continuare a giocare senza poter segarmi, ma ne era valsa la pena. Mi arrapava ancora, a distanza di settimane, la sua voce e il suo video mi aveva fatto venire troppe volte per essere dimenticato. Era stata una fortuna aver salvato tutto sul pc, si era rivelato più afrodisiaco dei porno che vedevo online. Avevo anche smesso di frequentare i club perché venivo tranquillamente da solo. Mi serviva solo un’occasione e sicuramente sarebbe caduta ai miei piedi. Potevo sfruttare la mia influenza sul gioco oppure il mio carisma, in ogni caso, avevo ottime possibilità con entrambe le opzioni e le avrei sfruttate.
Presi il cellulare e le scrissi un messaggio.
" Spero che tu stia trattando bene la tua anima, presto sarà mia ".
Ero una persona strana, ma non sembrava dispiacergli. Potevo permettermi di fare queste battute senza che lei scappasse terrorizzata. Attendendo la sua risposta, presi uno dei miei masturbatori e cominciai a segarmi, pensando a lei.
Mi ci volle un bel po’ a venire, ma alla fine ci riuscì e finalmente mi misi a dormire.
Mi svegliai quasi all’alba con il bip del cellulare. Mi aveva mandato un audio.
" Brrr che paura! Sto quasi per pentirmene. Spero che all’inferno si mangi bene, se no non ne vale la pena di scambiare l’anima per un lavoro ".
L’aveva detto con una tale allegria che mi misi a ridere.
" Siamo specializzati in carne alla brace, spero ti piaccia " risposi, con un audio.
Non attesi molto prima della sua risposta.
" Abbastanza. E i dessert? Non posso vivere senza "
" Posso offrirti la panna senza problemi ".
Mi ero svegliato da poco e i risultati si vedevano. Avevo sparato una battutaccia troppo presto e, sperando che non l’avesse capita, attesi una sua risposta.
" Oh che peccato, se non mi avessi visto, ti avrei risposto che anche io potevo offrirti la panna. Fa finta che ti abbia risposto così e torna a dormire, si nota proprio che ti ho svegliato. Anche roca, rimane sempre una bella voce " rispose ridendo.
Feci un respiro di sollievo, mi ero salvato per un pelo.
" Ok, allora torno a dormire. Non pensare troppo a me, lo verrei a sapere " risposi.
" Tu non pensare troppo a me, se sprechi ora la panna, come farò io all’inferno senza ".
Mi aveva appena colpito e affondato. Se provocava così anche di presenza, sarebbe stata la mia rovina.
" Ne ho in abbondanza " risposi, prendendo in mano l’erezione che mi aveva fatto venire.
" Non è mai abbastanza. Comunque, devo proprio andare. In tuo onore, oggi mangerò tanti dolci con la panna. Ciao Oz " concluse il messaggio mandandomi un bacio e il mio cazzo gradì molto la cosa.
Risposi con uno smile e mi concentrai sulla mia erezione. Se continuava a provocare così, l’avrei trovata e rapita. Mi arrapava troppo per essere lasciata libera di vagare nel mondo senza di me.
Risi, per colpa sua oggi avrei fatto tardi a lavoro e non mi dispiaceva la cosa.