Capitolo Trentadue Esco furtivamente dall’ascensore. No. Nessuno mi spara. Almeno, non ancora. Fiondandomi verso l’armeria dei fucili Nerf, mi procuro un arsenale adeguato: due pistole che m’infilo nella cintura e una mitragliatrice a due mani. Se lavorerò qui (e non so se accadrà), dovrò adattarmi alla loro eccentrica cultura. Se questo significa sparare per arrivare a Vlad, così sia. Stringendo la mitragliatrice Nerf, esco dalla stanza e striscio al piano principale. Un proiettile arancione sfreccia verso la mia faccia, ma io lo schivo, e quello mi passa radente all’orecchio. “Bel colpo!” esclama qualcuno. Mi giro e pianto una pallottola nel petto di un rosso con la pancia da birra. Me lo ricordo vagamente dalla mia ultima visita. Una tizia salta fuori dal cubicolo sulla des

