Funeral party Il giorno dopo ero in obitorio con Alessandro, tentando vanamente di consolarlo. Era giunto in ospedale ansioso di rivedere suo padre, ma non fece in tempo: gli venne detto che era morto nel corso della notte. La salma era già stata benedetta e tolta di mezzo. A organizzare il funerale pensò Aldo, il marito di Patrizia. Sia lei che la madre erano troppo sconvolte dal dolore perciò si erano limitate a scegliere la bara, naturalmente la più costosa, e i vestiti per il defunto. Mazzone era stato sottoposto a riscontro diagnostico, un esame meno invasivo di una normale autopsia, e avevano ricomposto la sua salma in modo approssimativo. Tra quello e il caldo anomalo, i processi putrefattivi erano già iniziati. «Lo zio aveva un cancro e va bene», sentii un cugino di Alessandro p

