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517 Parole

22 Appena sveglio aveva rimesso, rischiando di morire soffocato perché giaceva a terra, legato e imbavagliato. La prostituta era stata scuoiata alla perfezione davanti ai suoi occhi. Per non farla gridare, il bastardo le aveva mozzato le corde vocali. Quindi l’aveva seppellita ancora viva e cosciente accanto al roseto. Palate di terra sui muscoli scoperti. La poveretta emetteva fiochi mormorii d’indicibile dolore. Luca era svenuto di nuovo e di nuovo si era risvegliato. Non era più in giardino. «Sei fortunato Luca». Era stato legato mani e piedi a una vecchissima sedia a rotelle. La testa riversa all’indietro. La fronte bloccata da una cinghia di cuoio. La bocca forzatamente spalancata con un divaricatore metallico, fino a quando la mascella non si era slogata. L’articolazione tempo

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