32 Sedettero a tavola. Una grande quantità di oggetti era diventata improvvisamente nera. La tovaglia di raso, i tovaglioli, i piatti, le candele accese. Perfino i manici delle posate, barocchi e neri. Nero. Federica guardò le tende rosse, e il vestito di Michela. E di nuovo la tovaglia nera. Ebbe la sensazione di sprofondare in un abisso. Il rosso: l’energia, il sangue, il sesso, la rabbia. E il nero cosa rappresenta?, si domandò. La morte, la distruzione, la disperazione, la putredine, orbite senz’occhi? Era convinta che i padroni di casa avrebbero avuto un’opinione differente. Insolitamente benevola. Ma lei in quel momento era troppo distante dalla realtà, per fare domande. Non sarebbe riuscita a sopportare un’altra spiegazione. Voleva solo godersi la tranquillità che si sentiva

