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2491 Parole

«Ti ha… sorriso?!» «Proprio così. Io ero rimescolato per il contatto con il suo serpente, più breve d’una scintilla ma sufficiente a imprimermi nelle viscere la potenza primitiva di quella bestia nascosta, pronta a balzar su per sfondare, per stuprare… Aspettavo con ignobile ansia l’impatto con la sua reazione, invece… il suo sorriso mi ha spiazzato. I denti bianchi, perfetti, forti, mi hanno acceso di passione ma, contemporaneamente, hanno aumentata la soggezione nei suoi riguardi. Una risposta tanto superiore da parte di quel semidio ellenico sanciva inesorabilmente la distanza tra lui e me, non so se mi spiego. Si ripeteva, in sostanza, quanto accaduto con Donandri che mi respingeva apostrofandomi col suo dialetto proletario “vattene, femminuccia, che se t’acchiappo te faccio male pe’

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