CAPITOLO TRENTA Gwendolyn aprì gli occhi lentamente, la testa le pulsava per il livido alla testa, dove i ladri l’avevano colpita. Si guardò attorno e si rese conto che giaceva nella foresta, legata a un albero con ruvide corde. Cercò di dimenarsi, ma le corde non cedevano. Seduto di fronte a lei, forse a tre metri, c’era Steffen, anche lui legato a un albero. Udì delle risate soffocate provenire da qualche parte, e voltandosi vide un gruppo di una decina di ladri accoccolati attorno a un piccolo fuoco nella foresta, intenti ad arrostire un qualche genere di piccolo animale, forse un coniglio. Si ficcavano il cibo tra i denti e masticavano con le bocche aperte, mandandolo giù con il vino e ridendo. Ridevano così forte, sgomitando tra loro, ed era chiaro che erano dei personaggi volgari.

